| |
|
sabato, marzo 27, 2004
Quando ebbi sette anni mia madre pensò di farmi studiare il pianoforte, forse per utilizzare quello che ci aveva lasciato il nostro padrone di casa. O forse perché pensava che quello era uno studio che si addiceva alla mia condizione di bambina fisicamente disagiata. Assoldò la signorina Ernestina, maestra di mezz'età , brutta e scorbutica, che tre volte la settimana saliva le scale di palazzo Urso per venirsi a sedere accanto a me, nel salottino di vimini dove troneggiava il pianoforte verticale. Io stavo seduta sullo sgabello girevole, le gambe penzoloni e un fiocco bianco in testa a tenere fissate le treccine che mia madre mi faceva girare attorno al capo ad incorniciarmi il viso. "Un ovale perfetto- diceva il dottore Burgio, quando mi incontrava a passeggio per il molo con Pina, quindicenne cameriera il cui compito principale era quello di portarmi a spasso e di giocare con me. La signorina Ernestina si spazientiva per quell'allieva distratta e svogliata. "Do-re-mi-fa-sol-la-si-re-do" Solfeggiava, battendo il palmo della mano destra contro quello della sinistra. "Sei troppo distratta,non ti impegni- gli occhiali le scivolavano sul naso adunco- eppure la musica potrebbe essere il tuo avvenire- mi accarezzava le mani- hai proprio le mani di una pianista" diceva con tono sussurrante e subito dopo ridiventava scorbutica. Io preferivo sua sorella Sarina, più dolce e materna, ma ahimè sprovvista di nozioni musicali. Sarina insegnava ai bambini di scuola elementare, in uno stanzone al piano terra di una casa situata fuori dal paese e circondata da un pollaio. Io ci andavo volentieri perché mi piaceva imparare a scrivere e a leggere. Quando Ernestina prendeva le scale per ritornarsene a casa propria mettevo il broncio. "Non voglio studiare la musica- piagnucolavo- voglio andare a scuola, voglio imparare le poesie". Fin quando mia madre non resse più i miei malumori e la maestra di piano fu licenziata. Chissà come sarebbe stata la mia vita se avessi continuato a studiare musica.
postato da niete26, 22:25 | link | commenti (4)
mercoledì, marzo 24, 2004
postato da niete26, 15:54 | link | commenti (1)
BUONA FORTUNA
Buona fortuna amore mio
anche se la fortuna
ora non sarò io
Buon viaggio a te che cogli
gli ultimi tuoi sorrisi
passando per un sogno
che insegue paradisi
A me la nebbia di una morte
più morte di una lama
che spacca in due la vita
il buio di una notte
più cieca del dolore
più nuda della sorte
di un fiore senza odore
A te buona fortuna
e musica nel cuore
postato da niete26, 15:44 | link | commenti (5)
venerdì, marzo 19, 2004
UN'ALTRA LUCE
La luce di un'altra estate illumina
quell'angolo dove i tuoi passi padre
erano il fumo della sigaretta
che tu rubavi al sorvegliato assillo
Le nostre solitudini assediate
da quel dolore giunto ancora prima
che si verificasse la partenza
E questo nodo che mi artiglia il petto
nel ricordo della tua sofferenza
che fui impaziente di veder cessare
è un'altra solitudine -più amara -
una catena d'infiniti anelli
da cui non salva nessun'amnistia
Ora la stessa luce è un'altra luce
e un altro suono ha lo stesso riso
e niente è più perverso
di questa luce che avvelena gli occhi
di questo riso che arde nella gola.
Padre,mi manchi e ancora dopo tanti anni vivo il rimorso di non averti dato di più in quelli che sarebbero stati i tuoi ultimi giorni
postato da niete26, 12:37 | link | commenti (7)
mercoledì, marzo 17, 2004
Ahi mio amor
con questo dubbio resterò
tutta la vita non saprò
se mi hai amato oppure no
vecchia canzone che ogni tanto mi frulla per la testa
postato da niete26, 19:33 | link | commenti (2)
domenica, marzo 14, 2004
Oggi, pomeriggio musicale. Pianoforte, violini e soprano hanno dato vita al festival di primavera. Mentre le note del Cigno di Saint-Seans si levavano dai violini per espandersi nella cappella di Santa Lucia mi sono venute in mente le cose più insospettate. Per esempio che la mia giovinezza l'ho vissuta a quarant'anni e che ho perso di vivere molte cose e che il passato ormai sta diventando un macigno sempre più opprimente. Quando sto in questa cappella e ascolto la musica la mia mente va per conto suo.Oggi è andata verso l'altare, piccolo, contornato di oro barocco, e all'improvviso mi sono vista seduta lì davanti con un cappellino bianco e pochi invitati: a fianco a me non c'era nessuno.
postato da niete26, 01:04 | link | commenti (2)
giovedì, marzo 11, 2004
Ieri ho incontrato Roberto. Affettuoso come sempre quando raramente ci incontriamo. Questa volta chissà perché mi è tornato in mente il tempo passato. Venticinque anni fa'. Lui doveva curare la prefazione alla mia prima plaquette di poesie. Veniva a casa mia, la sera, una bottiglia di whishy ed un bicchiere e mi faceva parlare, di me, della mia poesia, della mia condizione esistenziale. Era giovane, bello e in possesso di un titolo nobiliare. Io giovane lo ero di cuore, timida e affascinata da quella presenza che mi dedicava tanta attenzione. Mi parlava del movimento culturale che stava fondando: Il lirismo eroico, che avrebbe dovuto portare avanti il recupero dei valori tradizionali. Mi invitava a scrivere qualcosa per il suo movimento ed io, che avevo sempre avversato le posizioni conformiste e mi ero sempre battuta per le conquiste progressiste, scrissi per lui un pezzo che fu pubblicato dalla sua rivista e da alcuni giornali che la sostenevano. Era il tempo del mio risveglio sentimentale e probabilmente chiunque altro fosse venuto in contatto confidenziale con me mi avrebbe procurato le stesse emozioni. Poi, un giorno, ad una manifestazione di poesia, lo vidi con una ragazza: bella, bionda, alta e aristocratica, si chiamava Vanda e si sposarono. Ora lui è un bell'uomo di mezza età , sempre di un certo fascino che io naturalmente non avverto più.
postato da niete26, 12:52 | link | commenti (5)
mercoledì, marzo 10, 2004
mi è stata posta questa domanda:
esiste un modo di essere femminili scrivendo?
Bella domanda! Credo che il discorso sarebbe lungo e complicato ma
sollecitata ho provato a rispondere.
Scrivendo(parlando di donne) si può essere neutre,(in questo caso con valenza di onnicomprensività ), si può essere femminili e si può essere "femministe".
Quali potrebbero essere le differenze fra questi tre modi? Provo a fare
degli esempi: le "storie" che racconta Antonia Byatt nei suoi romanzi le
assegnerei alla prima definizione:onnicomprensive, perché non solo tengono dentro il loro mirino i punti di vista di "tutti" i personaggi e tutte le
loro vicende ma davvero aprono "mondi"; in Possessione per esempio si apre il mondo ottocentesco non coevo alla storia raccontata, si apre il mondo della poesia, dell'epica, della critica e della filologia. Ma essere
femminili nella scrittura cosa può significare? Esprimere dolcezza e
comprensione? Affrontare temi di carattere familiare e sentimentale? Io non credo, perché sono temi che possono trattare e di fatto trattano anche gli uomini. A meno che non vogliamo intendere come scrittura femminile quella delle Liale,delle Peverelli o delle Neere che personalmente ascriverei ad un genere e non ad un modo di scrivere. La scrittura femminista, quella non becera e non demagogica, ha avuto ed ha la sua importanza quando mette a nudo il mondo oppressivo e castigante di un certo tipo di società , quando è denuncia e presa di coscienza, ma ormai credo che questa soglia si già stata oltrepassata, a meno che non vogliamo tenere conto di società non occidentali nelle quali ancora le donne esprimono nella e con la scrittura la loro condizione ancillare e subalterna. Dunque concluderei affermando che non esiste "un" modo di essere femminili scrivendo ma piuttosto che esistono tanti modi per
esprimere l'essere femminili, come tanti ne esistono per esprimere l'essere "maschili" nella scrittura.
postato da niete26, 19:48 | link | commenti (3)
martedì, marzo 09, 2004
COMPLEANNO
Avessi saputo che un giorno
svegliandomi da un sonno senza sogni
avrei contato i solchi sul mio viso
e i fili impertinenti
che fanno resistenza
ad abili lusinghe di tintura,
avrei distrutto gli specchi
come ogni fatua principessa
di fiabe ormai lontane
E invece ho imparato
a non contare i passi e le stagioni
a vivere con me senza sorprese
come con un amante rassegnato
con cui ho bruciato attese ed emozioni.
postato da niete26, 19:59 | link | commenti (1)
domenica, marzo 07, 2004
Lo so che non ci azzecca per nulla con ciò che ho finora scritto, ma un commentino su Sanremo me lo voglio concedere. Eh sì,perché io sono stata fra quelli che il festival non se lo sono perso mai. Negli anni passati (molto passati) tifavo per la musica più giovane e innovativa e abbassavo il pollice sulla canzone all'italiana. Ma negli ultimi anni la musica sanremese mi ha lasciata sempre più perplessa e soprattutto mi hanno lasciata perplessa i testi perché a me che amo la poesia piacciono i testi che portano poesia. Degli ultimi festival salverei solo Cammariere e di questo appena finito solo Venuti e Bungaro. Però la cosa che mi ha più colpito è che anche uno spettacolo dove dovrebbero trovare collocazione solo la buona musica e i buoni testi è stato trasformato nell'ormai solito reality show, dove tutti parlano, si sputtano, litigano e si abbracciano. Peccato che non esista più la formula dello spettacolo musicale tout court e che, per citare la Ventura, "la cifra stilistica" si sia ridotta a un'imitazione di altre trasmissioni di altro genere. Sono una nostalgica? Può darsi, ma non me ne vergogno.
postato da niete26, 12:21 | link | commenti (6)
mercoledì, marzo 03, 2004
MELUSINA
E quando mi svegliai
le tenebre avevano deposto
un bacio sul cuscino,
senza toccarmi il corpo
m'avevano goduta.
Sono donna di ombre, vertigine
di specchio per occhi consumati.
Che nessuno mi guardi
quando nel buio della mia dimora
dismetterò le vesti
e parlerò coi pesci e coi serpenti.
Sono la fata d'un oscuro mito
deposta per volere degli déi.
postato da niete26, 22:58 | link | commenti (6)
|